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Chiamiamo escapologia la capacità che possiede un artista di sapersi liberare da costrizioni fisiche e ambientali; questo termine di derivazione anglosassone (to escape è un verbo che significa scappare, sfuggire) descrive bene il concetto di Cottagecore, un filone estetico nato sotto la bandiera del ritorno a un’idealizzata vita bucolica che raccoglie oggi migliaia di follower con l’obiettivo di una vita fatta di cose semplici, scandita dal contatto con la terra e dalla riscoperta del lavoro manuale. Così come un illusionista si libera dalle sue catene, l’individuo contemporaneo si divincola dalle proprie idiosincrasie attraverso un ritrovato idillio con la natura.

Gli internauti più esperti hanno iniziato ad imbattersi in quest’ondata nostalgica già nel 2010, ma è nel 2018 che l’hashtag #cottagecoresbarca sui social regalando la notorietà a influencer che, come la TikToker 21enne SoraBlu, fanno della vita in outdoor un manifesto.

Il 2020, tristemente segnato da un lockdown mondiale, non ha fatto che alimentare il miraggio consacrando questo way of life all’altare dell’ideale da perseguire a tuti i costi. La reclusione in spazi spesso troppo angusti ci ha imposto infatti la presa di coscienza verso una routine quotidiana che perde i tratti della scelta per assumere quelli della gabbia, un maleficio che sembra destinato a soccombere solo dinnanzi agli ampi spazi aperti della campagna. Il noto quotidiano britannico The Guardian ha descritto questa particolare sottocultura, figlia della cosiddetta Generazione Z, come “un movimento pensato per elevare a feticcio la purezza degli ambienti esterni”; del resto i numeri parlano chiaro: secondo  House Beautiful più della metà della popolazione londinese sta riflettendo sull’acquisto di una dimora in campagna, e l’esperta di tendenze Tumblr Amanda Brennan ci racconta di come a ogni picco nei casi Covid-19 sia corrisposta un’impennata di interesse verso il Cottagecore (basti constatare che dall’inizio di marzo all’inizio di aprile 2020, l’utilizzo hashtag dedicato è aumentato del 153%, mentre i MiPiace sui post hanno visto un incremento del 541%).

Se pensate che questo anelito passatista abbia a che fare con un sentimento reazionario però siete sulla strada sbagliata. Nel Cottagecore non c’è spazio per la mascolinità misogina, le discriminazioni di genere o di orientamento sessuale e, forse anche per questo motivo, molti sostenitori del movimento provengono dalla comunità LGBTQ +. “È estremamente importante accogliere le persone in questa comunità”, ha dichiarato in un intervista al NY Times Nancee Craft, fondatrice dell’account Instagram @cottagecore_faerie: “Le persone queer sono molto oggettivate e sessualizzate nei media, mentre ciò in cui si riconosce la nostra comunità è la possibilità di essere semplicemente noi stessi”.

Si parte quindi da tre concetti cardine: semplicità, nostalgia e romanticismo, ma interpretati con intelligenza.

Uscito dalla nicchia e diventato fenomeno globale, il Cottagecore si è trasformato in un vero e proprio trend, una tendenza celebrata da urban culture e passerelle. Dalle maison di moda blasonate come Jacquemus, da sempre suggestionata dal mondo agreste,  alla strada che, tentando la fuga dalla jungla di cemento metropolitana, ripropone un mood che richiama un po’ Piccole Donne e un po’ La Casa nella Prateria, il Cottagecore non smette di conquistare.

Gonne lunghe, ampie e stratificate, maxi abiti, camicie con maniche a sbuffo, avvolgenti maglioni tricot effetto vedo-non-vedo, cappelli a tesa larga, borse dalle trame intrecciate vestono influencer e star.

Le linee sono semplici e pratiche, le tonalità sono luminose e pastello come giallo, lavanda, pervinca e pistacchio, le fantasie a righe, quadretti e… fiori naturalmente!

Ad un primo sguardo sembrerebbe quasi che la massima spesso citata dai nostri nonni: “si stava meglio quando si stava peggio”, trovi nel 2021 il suo fondamento di verità, ma, molto più probabilmente,  ci troviamo dinnanzi a qualcosa di diverso.Il feeling eco-chic che coinvolge sempre più aspetti della nostra quotidianità  appare legato a una nuova consapevolezza: abbracciare il nostro pianeta e instaurare con esso un rapporto d’armonia, è più utile, salutare e intelligente che stravolgerne anche il più piccolo angolo pon il  nostro intervento invasivo.

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