Colore, colore e ancora colore! Entusiasta di una ritrovata vitalità tristemente appannata dalla situazione che ci stiamo lasciando faticosamente alle spalle, la moda estiva attinge a piene mani dalla più variopinta tra le fonti.
La fisica li descrive come una rifrazione della luce, un fenomeno puramente percettivo, eppure i colori non smettono di esercitare su di noi un magnetismo irresistibile. L’implacabile interconnessione che lega questi ultimi e gli stati d’animo umani è cosa ben nota dai tempi più remoti. Per ricercare le origini della cromoterapia bisogna infatti tornare all’Antico Egitto: all’ombra delle Piramidi ogni colore recava con sé un significato preciso e i depositari delle arti mediche erano avvezzi all’uso dell’elioterapia (esposizione alla luce dei raggi solari) per curare diversi disturbi. Non troppo distante, nella culla della cultura occidentale, vigeva invece la corrispondenza univoca tra i colori, gli elementi naturali, e i cosiddetti umori fondamentali (quelli che oggi definiremmo come fluidi corporei). Per gli Antichi Greci il giallo era il colore di aria e bile, il rosso quello di sangue e fuoco, il bianco era legato al muco e l’acqua, e infine il nero all’atrabile (l’umore responsabile del temperamento malinconico) e alla terra. Il pensiero ellenista interpretava la salute stessa degli organismi come frutto dell’equilibrio tra queste componenti.
Con il volgere dei secoli le scuole mediterranee hanno ceduto il passo a pratiche di origine orientale, tra le più celebri, troviamo l’ Ayurvedica. Seguendo lo dottrina dei 7 Chackra, la medicina tradizionale indiana individua l’essenza dei colori in onde elettromagnetiche caratterizzate da vibrazioni che, se alterate, determinerebbero il malessere dell’individuo. A migliaia di anni di distanza, e nonostante la globalizzazione, lo spettro cromatico non perde dunque il suo ruolo da protagonista.
Rosso passione, giallo gelosia, blu invidia, verde speranza, bianco purezza, nero mistero, sono solo alcune delle associazioni che, inconsciamente, assumono quasi tutte le culture che ancora oggi abitano il globo terrestre.
Se, come sostiene la fisica, i colori non dispongono di un’esistenza oggettiva e autonoma, ma vivono piuttosto nella lettura che noi facciamo del mondo, allora ogni volta che li osserviamo proiettiamo qualcosa di noi verso l’esterno. Forse è proprio per questo motivo che essi sono da sempre metafore privilegiate per stati emotivi e tipologie umane.
Nella sua celebre Recherce, Proust sceglie la via del colore per descrivere i personaggi femminili: giovani e infatuate, Albertine e Odette vestono di rosa, sinonimo di femminilità e tenerezza, mentre fremente di desiderio e crudeltà Oriane De Guermantes è dipinta come “una sorta di grande fiore di sangue, un rubino in fiamme.”
Il colore è dunque in grado di rappresentarci, in molti sono convinti che abbia il potere di condizionare il nostro stato pscio-fisico, ma sono anche capaci di aiutarci e penalizzarci in modo attivo?
Sembra proprio di si, o almeno noi siamo convinti che sia così.
Nello scritto di Virginia Woolf intitolato significativamente “L’abito nuovo”, la protagonista decide di indossare un out-fit giallo canarino: questa tinta razionale e comunicativa dovrebbe aiutarla a vincere la timidezza, ma è troppo per la povera Mabel Waring, la quale finisce irrimediabilmente per chiudersi ancor più in sé. Quello stesso abito nuovo che nell’intimità dell’atelier la faceva sentire sicura e libera da ogni preoccupazione finisce per soverchiarla nel momento del bisogno.
Fortunatamente non ci troviamo più nel 1924, data in cui l’autrice scrisse il suo romanzo breve, siamo molto più liberi e regole ed etichette sembrano essere lì solo per essere infrante, eppure l’importanza delle tonalità giuste da indossare non smette di ossessionarci. Neppure le più distratte tra voi avranno infatti potuto fare a meno di incontrarsi e/o scontrarsi con l’Armocromia, oggi vero e proprio trend globale. Lo studio dell’armonia dei colori si propone di offrire la palette giusta per tutti sulla base della distinzione in quattro “famiglie madri”: Primavera, Estate, Autunno e Inverno. Trovata la categoria di appartenenza scegliere il tono adatto ai vostri capelli, make-up, abiti, sarà un gioco da ragazzi. Non fatevi illusioni però, individuare la “vostra stagione” potrebbe non essere semplice, così, accanto alle consulenze degli esperti (care, ma non proibitive), si sono diffuse in rete diverse varianti sul tema, dai tutorial, alle app, passando per i filtri social.
Tra le tante dritte, l’Armocromia ci ricorda che anche bianco e nero sono colori e, in quanto tali, non rappresentano sempre una scelta migliore e dunque doverosa.
Da quando Frederick Worth, Sarto dei Sogni e primo couturier della storia, sperimentò i lilla, i rosa, gli arancioni squillanti l’uso dei colori nella moda è qualcosa di imprescindibile, ça va sans dir!
Il Rosso Valentino, il Rosa Shocking di Elsa Schiapparelli, ma anche il Greige, quel misto di grigio e beige inventato da Giorgio Armani, sono i più illustri esempi dell’applicazione del genio creativo Made in Italy a questa materia.
Se, come questi pionieri di tendenze, anche voi siete entusiaste di giocare con i colori, avrete solo da scegliere in che modo. Il ritorno degli anni ’70, ’90 e i primi ’00 offre prospettive retro-futuristiche che promettono di regalarci grandi soddisfazioni.
Nell’estate 2021 il tie-dye è il must-have da non farsi assolutamente sfuggire, scegliete voi come declinarlo, sarà sempre giusto!
Motivi floreali, stilizzati, paisley ed etnici offrono una tavolozza perfetta per sbizzarrirsi divertendosi.
Le più radicali potranno poi optare per coordinati dall’effetto garantito.
Non resta che scegliere, ma del resto questa è la croce e delizia di ogni fashionista…E voi? Di che colore siete?