“Il re è morto, lunga vita al re!” recita un’antica litania medievale.
Non è di un re però che vogliamo scrivere oggi, ma di un principe… il principe di Galles.
Questo nobile tessuto reso celebre dal Duca di Windsor quando, tra il 1910 e il 1936, regnava su quelle terre, non ha però in realtà nulla di gallese, le sue origini sono invece scozzesi.
La storia ci racconta della prima apparizione di questo tessuto nella valle di Glenurquhart, nello specifico a Inverness-shire, per opera dalla contessa di Seafield nel corso del XIX secolo. La nobildonna lo scelse per i suoi abiti e quelli dei suoi guardia caccia. Proprio per questo, anche se nel nostro Paese, così come in Francia e Spagna, il filato è intitolato al nobile gallese, il suo nome originale è Glen Plaid (quadretto di Glen).
Da quei tempi lontani il fascino del suo pattern, composto da quadri più piccoli e Pied-de-poule (la fantasia che ricorda una zampa di gallina) o da una trama dall’effetto stella, non ha fatto che raggiungere platee più ampie; se resta indimenticabile il completo indossato da Cary Grant nel famoso thriller North By Northwest nel 1959, il principe di Galles conosce oggi una nuova giovinezza.
Sempre à la page e dotato di una nostalgia evocativa allo stesso tempo, ormai asceso all’olimpo degli elementi iconici che compongono il lessico della moda, indossato secondo etichetta, o reinterpretato in modo originale, nei colori base o declinato in varianti diverse, l’ordito è uno dei protagonisti certi della stagione fredda 2020/2021.
Due personalità a stelle strisce, diversissime tra loro, ma dotate entrambe di forte temperamento, ce ne hanno recentemente offerto un’interpretazione da manuale: rigoroso per eventi formali su Melania Trump ( https://donna.fanpage.it/melania-trump-in-principe-di-galles-e-suo-il-cappotto-piu-trendy-dellinverno-2020/ ), il Principe di Galles è perfetto anche sdrammatizzato sull’androgina Kristen Stewart ( http://www.justjaredjr.com/2019/10/02/kristen-stewarts-seberg-to-premiere-on-amazon-prime-in-december/ ), per un look punk rebel da mozzare il fiato.
La proposta di O’Dett suggerisce giocosamente una rilettura del DNA made in UK per fornirne una chiave di lettura adatta a tutte le donne e, se sapientemente abbinato, a tutte le occasioni!
Il blazer dal taglio classico offre a chi lo indossa un’eleganza effortless, da portare con i jeans per un appeal rock chic, o un pantalone classico per un impatto più austero.
Stile dichiaratamente Tomboy, invece, per il bermuda che, pratico e sofisticato, offre anch’esso una versatilità sorprendente: chic e rassicurante con una flat shoe, femminile e seducente, ma mai volgare, con un décolleté dal tacco alto.
Affascinate la combo dei due pezzi. Moderna, comoda e stilosissima, la donna che sceglie questo outfit completandolo con un paio di stivali ricorda una Amelia Earhart versione 3.0: curiosa e sicura di sé, è pronta a sorvolare il mondo per ottenere ciò che vuole.
In un momento in cui il riferimento al mood vintage è imprescindibile per gli appassionati di stile e tendenze, il principe di Galles rappresenta il punto di partenza ideale: una base iperclassica che apre a un dedalo di possibilità interpretative con cui sbizzarrirsi. Il tessuto non ha davvero mai smesso di conquistarci nell’arco degli anni, anzi dei secoli e, qualunque sia il suo nome originale, questo inverno sarà davvero difficile resistergli.
ll re è morto, lunga vita al Principe Glen Plaid!


