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Ognuna di noi ha i suoi piccoli vizi, quei piccoli piaceri a cui non sappiamo resistere, tanti dei quali ci portiamo dietro sin da quando eravamo bambine.

Come la dolce Amelie, a chi non piace immergere la mano in un sacco pieno di lenticchie, o scavare nella sabbia riscaldata dal sole con i nostri piedi, o annusare la carta dei libri come a volerli assaporare ancora prima di leggerli.

Non ci dimentichiamo del piacere che ci regalano tatto e olfatto nemmeno quando scegliamo i nostri capi: certo, questa maglia è bellissima, ma hai sentito come è morbida e come profuma di buono? Non avresti voglia di appoggiarla sulle tue guance e tenerla lì per un po’?

Ecco come mai certi tessuti ci colpiscono dritti al cuore, perché le sensazioni che riescono a regalarci rievocano quei piccoli piaceri che fanno stare bene. Certi materiali poi, hanno una memoria storica intrinseca, hanno un’anima antica che non smetterà mai di affascinare.

Il cachemire è l’esempio perfetto. Soffice e delicato, è immediatamente riconoscibile. Ne comprendiamo il valore al tatto, ne percepiamo il calore al primo tocco.


Il cachemire

Il cachemire prende il suo nome dalla regione storica Kashmir, divisa tra India, Pakistan e Cina. E’ da questa regione che il cachemire venne importato in Europa fin dagli inizi del XIX secolo. Ad oggi i paesi fornitori più importanti sono: Iran, Mongolia, Tibet e Afghanistan, insieme alla regione pakistana del Kashmir.

Si tratta di una lana derivata dal manto della capra Changthangi, proveniente dalle regioni montuose e dagli altipiani dell’Asia.

Che cos’ha questo animale di così speciale? Perché la sua lana è così pregiata? La capra Changthangi non ha vita facile, deve adattarsi a condizioni climatiche particolari, caratterizzate da forti sbalzi di temperatura tra il giorno e la notte. Per sopravvivere nel suo ambiente, questo morbidissimo animale ha sviluppato la sua peluria caratteristica, chiamata duvet, in grado di termo-regolare l suo corpo in maniera eccezionale.

Il manto della capra Changthangi si divide in due strati: lo stato più inferiore, costituito dalla soffice e lanosa peluria del sottomantello, si chiama appunto duvet; mentre il mantello esterno, costituito da peli rigidi e ruvidi è denominata giarre.

Come si raccoglie quindi il duvet? Il manto viene pettinato manualmente durante la stagione della muta, in primavera. nel corso di questa operazione la capra perde il duvet che rimane attaccato ai denti delle spazzole. Ogni animale adulti produce in media dai 100 ai 200 grammi di duvet all’anno.

Le nostre maglie, l’unione tra il pregio dei filati ed il valore del Made In Italy

Forse non tutti sanno che l’Italia è prima al mondo per quanto riguarda la trasformazione del cachemire pregiato. Il nord del Piemonte, in particolare, è conosciuto come una delle zone più importanti per la lavorazione di questo filato.

Ancora una volta il Made In Italy è una garanzia. Non è sufficiente avere a disposizione un materiale di alto pregio, è necessario saperlo lavorare con maestria.

Le nostre maglie in cachemire al 100% non deludono le aspettative, meravigliose al tatto, calde e morbidissime, sono disponibili in tutti i tagli più classici, dal cardigan al semplice maglione corto. i filati vengono tinti con cura nei colori più in tendenza di quest anno, dal beige al royal blu.

Il cachemire si adatta non solo alla donna matura che ama vestire in modo classico. Non abbiamo perso di vista la nostra linea di stile e abbiamo ricercato capi in grado di unire il lusso di un filato di alta qualità alla capacità di vestire in modo anche giovanile e sempre attuale.

Giocate con i colori, con le forme e le lunghezze. Trovate il vostro stile unico, capace di rappresentarvi al meglio… e ogni tanto, quando nessuno vi guarda, non dimenticate di appoggiare la vostra bellissima maglia in cachemire alla vostra guancia e tornate bambine.